Mani che si allungano verso l’alto in un cielo in cui sembra esserci perdizione: questo è Lost in the sky.
I lineamenti del volto svaniscono e lo spazio attorno si popola del volo gentile di farfalle, frammenti di un ricordo che non vuole spegnersi o semi di una speranza futura. L’identità non è perduta per sempre, ma sembra attraversare una metamorfosi.
I graffi hanno uno slancio verticale quasi ad assecondare il desiderio di elevazione della figura che si libera dal peso del reale.