In Identity Loss V l’identità si frammenta in una galassia di punti e il graffio cede il passo a una vibrazione ipnotica.
Il soggetto non è più delineato da graffi, ma da una trama puntinata che disorienta ancor di più lo sguardo.
L’uso del blu accentua la sensazione di fredda invisibilità, come siamo pixel di un’immagine che si ricompone solo a distanza, perdendo consistenza avvicinandosi.
È la condizione dell’uomo moderno, sospeso tra l’esserci e il dissolversi in un flusso costante di informazioni.a