Qui il silenzio del bianco diventa assordante e la tensione esplode nel movimento delle mani.
Non c’è pace in questo gesto: le dita si incurvano, stondate e nervose, catturate in un istante di pura frustrazione.
È il ritratto dell’incontinenza emotiva, di una rabbia che non trova sfogo e si ripiega su se stessa.
Le incisioni scavano il legno con una forza che rende tangibile lo sforzo muscolare e la fatica di un’anima che lotta contro i propri limiti, trasformando la materia in un grido muto.