L’identità sembra lottare contro il silenzio mentre un’ombra densa avvolge quest’opera.
Il volto è un’apparizione minima, un soffio di luce intrappolato in un’oscurità che preme per sommergerlo.
Potrebbe essere il ritratto di una volontà che non si arrende. Il desiderio di esprimersi urta contro l’impossibilità di essere visto.
In questo spazio la figura sembra essere prigioniera di una materia che ne soffoca la voce.
Le incisioni quasi cercano di liberare i lineamenti dalla tavola, come a voler dare voce a un io che rivendica il diritto di esistere.