Il mito si spoglia delle vesti consuete per ritrovare una verità che risiede unicamente nello sguardo.
In questo primo piano, il volto è celato lasciando scoperte solo gli occhi, il ponte tra l’anima e il mondo.
Il nome richiama Eva, sfidandone i canoni prestabiliti e invitandoci a riconsiderare l’origine oltre i pregiudizi visivi.
Le incisioni seguono con precisione le pieghe del tessuto, mentre lo sguardo è scavato con nitidezza ipnotica, ricordandoci che l’identità non è fatta necessariamente di tratti somatici, ma dell’energia che brilla in un paio d’occhi.