Osmosi tra carne e cemento, profilo umano e l’orizzonte.
Lo sguardo si ferma dove inizia la città, lasciando che la pelle sfumi dolcemente nelle linee dei palazzi.
Smettiamo di osservare il mondo per diventarne parte, scomparendo nella frenesia di uno skyline che divora identità e respiro.
Le incisioni passano dalla morbidezza alla precisione geometrica, raccontando il sacrificio silenzioso della natura che si arrende alla modernità.